Il ruolo del receptionist appartenente alle categorie protette rappresenta una preziosa opportunità di inclusione lavorativa, permettendo a persone con disabilità certificate di contribuire attivamente al mondo del lavoro. Questa figura professionale è un pilastro fondamentale per il buon funzionamento e l’immagine di qualsiasi azienda, ufficio o struttura ricettiva. I lavori in questo ambito uniscono le tradizionali competenze di front office ai principi della Legge 68/99, che promuove l’inserimento mirato. Le responsabilità principali di un receptionist in questo contesto sono tipicamente incentrate sull’accoglienza e sull’organizzazione. Il professionista è il primo punto di contatto per clienti, fornitori e ospiti, gestendo l’ingresso in azienda con cortesia e professionalità. Oltre al saluto, spesso si occupa della gestione del centralino telefonico, indirizzando le chiamate in modo efficiente, e della posta in entrata e in uscita. Un’altra area comune è il supporto logistico-organizzativo, che include la prenotazione e allestimento delle sale riunioni, il controllo delle forniture d’ufficio e un supporto di base alle attività di segreteria, come fotocopie, archiviazione e scansione documenti. Nell’era digitale, le competenze tecniche sono sempre più richieste. La padronanza del pacchetto Office (Word, Excel, Outlook) è solitamente un requisito fondamentale per gestire comunicazioni, calendari e documenti. Familiarità con sistemi di videoconferenza, stampanti multifunzione e software gestionali interni costituisce un notevole vantaggio. Per alcuni contesti, la conoscenza della lingua inglese o di altre lingue straniere può essere apprezzata o necessaria, specialmente in aziende internazionali. Oltre alle hard skills, questo ruolo richiede spiccate soft skills. Doti comunicative, empatia, pazienza e un aspetto curato sono essenziali per rappresentare al meglio l’azienda. Sono inoltre cruciali affidabilità, discrezione nella gestione di informazioni sensibili e capacità di problem solving per gestire imprevisti. La propensione al lavoro in team e un approccio positivo completano il profilo. I requisiti formali prevedono l’appartenenza alle categorie protette come definito dalla legge, unitamente a un percorso formativo di base, spesso un diploma di scuola superiore. L’esperienza pregressa in ruoli analoghi è generalmente preferita, ma non sempre indispensabile, poiché molte aziende investono in formazione specifica. La vera essenza di questi lavori sta nel creare un ambiente di lavoro accessibile e valorizzante, dove le competenze e le attitudini della persona sono il fulcro, contribuendo a un ufficio efficiente, accogliente e inclusivo. È una professione che combina abilità pratiche, relazionali e organizzative, offrendo una carriera stabile e gratificante nel cuore operativo dell’azienda.